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Il progetto del resort di Torre Salsa
Legambiente Sicilia Il resort di Torre Salsa, l'uovo e la gallina

Claudia Casa, direttore di Legambiente Sicilia, interviene dopo la seduta straordinaria del Consiglio comunale di Siculiana sulla vicenda della struttura alberghiera che dovrebbe sorgere in un'area a ridosso della riserva naturale

- 06/04/2016

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

 

Meglio tardi che mai… Meglio questo che niente… Dovendo riassumere in maniera sintetica il succo della discussione e della maggior parte degli interventi che sono stati proposti nel corso della recentissima seduta straordinaria del Consiglio Comunale di Siculiana sulla vicenda del resort di contrada Torre Salsa non posso che fare ricorso a questi due diffusi modi di dire che tuttavia, per dovere (ma anche per piacere) di chiarezza, mi accingo or dunque a rendere separatamente più espliciti. E allora vengo e mi spiego.

L’auditorio degli intervenuti, per la maggior parte cittadini siculianesi, è stato “nobilitato” dalla presenza di diversi personaggi politici della nostra provincia, molti dei quali di lungo corso ed alcuni di questi, per la verità, ancora in carriera ed animati da un vero e proprio fuoco sacro che, se l’avessero acceso fin dagli albori della loro ascesa ai vari scranni di potere o comunque al tempo in cui il fondo non era stato ancora grattato, oggi altro che stare qui a parlare di crisi occupazionale, di mancato sviluppo e di giovani (e meno giovani) con i sogni nel cassetto e la valigia in mano!

Eh sì, perché questa fiamma ardente che oggi li anima al punto da portarli a gridare tutta la loro rabbia contro un passato fatto di promesse mancate, di approfittamenti spudorati, di incapacità politica ed amministrativa, di occasioni perdute, di belle statuine preoccupate solo di trovare il modo per consolidare il proprio potere e gozzovigliare con le proprie “coorti” di regine, fanti e lestofanti, questo ardore sacro, dicevo, è alimentato da una e soltanto una considerazione: che non c’è ormai futuro in questa terra per i nostri figli!!! Ed ecco che – con un filin di vera rabbia anch’io, non lo nego – mi viene da dire allora: meglio tardi che mai!

Signori miei, occorreva che vi crescesse la figliolanza e che il passaggio ad età più matura della stessa avvenisse in una fase storica tremendamente critica come quella che stiamo vivendo per accorgervi del disastro immane di cui ovviamente non si riesce ad individuare il “colpevole” e da cui, con fare un po’ patetico, tentate di prendere le distanze, saltando il fosso e mostrandovi nelle vesti di vittime?

Questa considerazione ha attraversato la mia mente per quasi tutta la durata della lunga disquisizione, infarcita da quintali di retorica di tal fatta sviluppatasi attorno all’argomento di giornata, la realizzazione di questo resort in prossimità di uno dei luoghi più belli della costa agrigentina che in più parti è stata letteralmente massacrata proprio grazie a quegli atteggiamenti ottusi ed irresponsabili che oggi – ancora una volta, meglio tardi che mai – sembrano non essere mai appartenuti ad alcuno di coloro che ha retto e/o regge le sorti di questo territorio. Su tale argomento di dibattito i pareri sono stati quasi del tutto unanimi e la logica a sostegno sempre la stessa: meglio questo che niente! O, per dirla in siciliano: megliu chistu ca un pugnu intra un occhiu!

Obiettivamente, un pugno in un occhio, per quanto io non ne abbia mai ricevuto fisicamente uno, deve fare veramente molto male. Ma signori miei, dopo aver metaforicamente pestato e tramortito, lasciandolo in stato di preoccupante coma, il passato ed il presente di questa terra, permettetemi di dirvi che molti, moltissimi di quelli che oggi si strappano le vesti appaiono come le persone meno indicate per venire a proporre qualsivoglia terapia a rimedio. Tanto più che quella che ancora una volta è stata individuata non già come la più efficace ma addirittura come l’unica in grado di dare in qualche modo sollievo al “malato” grave non si palesa affatto come una terapia d’urto, ma come la solita cura a carattere palliativo da propinare per alleviare poco poco le sofferenze! I figli di questa terra, compresi i vostri, sono stati messi letteralmente all’angolo, in una condizione di atavica miseria, da una politica arrogante che ora si arroga il diritto di indicare la strada da intraprendere per risalire la china!

Il “meglio questo che niente” pronunciato ripetutamente nei discorsi ascoltati a Siculiana non può bastare affatto, perché la gente che ragiona minimamente con la propria testa e non si lascia condizionare da facili suggestioni non è più disposta ad accontentarsi e non vuole che tra dieci, venti, trent’anni altri figli, che non saranno più né i vostri né i nostri, debbano ritrovarsi nella odierna condizione di scegliere se abbandonare il campo e prendere congedo dalla loro terra oppure accontentarsi del classico uovo oggi che non sarà mai gallina in grado di produrre altre uova ed altre galline domani!

 

Claudia Casa

Direttore Legambiente Sicilia

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